Gin, Whiskey, Vodka?
Dopo il successo di DOC DOC, la SGB è tornata con una nuova spumeggiante commedia diversa dal solito!

SINOSSI
Stanchi di avere relazioni sentimentali soltanto a pagamento a causa delle proprie disabilità, 3 migliori amici decidono di iscriversi ad un sito di incontri, provando a nascondere chi sono realmente.
NOTE DI REGIA
La scelta del sottotitolo “una commedia diversa dal solito” per il nostro nuovo spettacolo, Gin, Whiskey, Vodka?, non è casuale né una semplice trovata di marketing per attirare pubblico. Nasce da una profonda convinzione che ci ha spinti, fin dall’inizio, a lavorare su questo testo per portarlo in scena: volevamo raccontare una storia che riflettesse appieno il mondo di oggi, capace di farlo con un linguaggio, un’ironia e una profondità propri delle nuove generazioni. Così come per lo spettacolo precedente della SGB 2.0, DOC DOC, anche questa volta abbiamo cercato di domandarci se, ancora oggi, la commedia possa essere lo strumento migliore, più efficace e coerente per affrontare temi importanti. E la risposta è venuta da sé.
Affrontare un tema delicato e di interesse sociale come la disabilità è un compito arduo e impegnativo, che abbiamo scelto di trattare con leggerezza (e, di conseguenza, profondità) proprio grazie alla risata. Ridere è condivisione. La risata è il “collante sociale” per eccellenza: denota appartenenza a un gruppo e, proprio per la sua immediatezza e semplicità, consente di affrontare un tema complesso in una chiave decisamente fresca e innovativa.
La storia di Gin, Whiskey, Vodka? parte da una premessa decisamente forte, che sembra quasi l’incipit di una di quelle barzellette che tutti conoscono: un cieco, un sordo e un muto. Ed è proprio così. Ciò che in superficie appare solo come uno spunto comico familiare si trasforma, in realtà, in un’analisi profonda e intima della paura comune di mostrare chi si è realmente.










